➤➤ AGGIORNAMENTO DEL 02/07/2026 – COMUNICATO N. 1172 REGIONE VENETO

Con il comunicato n. 1172, valido dal 2 luglio al 31 agosto 2026, la Regione Veneto ha esteso l’efficacia dell’Ordinanza sul divieto di lavoro nella fascia oraria 12:30 – 16:00, con le medisime condizioni, a nuovi settori:

  • cantieri stradali,

  • logistica di piazzale,

  • consegna merci in ambito urbano per conto terzi con mezzi a due ruote (es. rider),

  • produzione di vetro artistico, per tutelare i lavoratori operanti in ambienti con condizioni climatiche severe.


L’estate è appena iniziata, ma le temperature hanno già raggiunto livelli da bollino rosso. Di fronte a condizioni climatiche sempre più severe, le Regioni del Nord-Est hanno deciso di muoversi d’anticipo per tutelare chi lavora sotto il sole. 

La Regione Friuli-Venezia Giulia ha fatto da apripista, emanando per prima un provvedimento d’urgenza a cui è seguita, a stretto giro, l’ordinanza della Regione Veneto. Entrambe le misure recepiscono le ultimissime “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” approvate l’11 giugno 2026 dalla Conferenza delle Regioni.

Vediamo nel dettaglio cosa prevedono i testi normativi, i riferimenti di legge, i settori coinvolti e come funziona l’attivazione dei blocchi.

I riferimenti normativi e i periodi di validità

Pur muovendosi nella stessa direzione, i due provvedimenti presentano finestre temporali diverse, con il Friuli che ha attivato le tutele prima e le manterrà più a lungo:

  • Regione Friuli-Venezia Giulia: Ordinanza contingibile e urgente n. 1/2026/SAL firmata dal Presidente della Regione, in vigore dal 16 giugno fino al 15 settembre 2026.
  • Regione Veneto: Ordinanza Regionale Comunicato n.1039, in vigore dal 17 giugno fino al 31 agosto 2026.

Cosa prevede lo stop e quali sono gli orari

Il cuore di entrambi i provvedimenti è identico: il divieto assoluto di lavoro dalle 12:30 alle 16:00 nelle aree esposte a sole prolungato.

Tuttavia, lo stop non scatta in automatico ogni giorno e in modo generalizzato su tutto il territorio. La misura è vincolata a un monitoraggio in tempo reale: il blocco si attiva soltanto nelle giornate e nelle aree comunali in cui la mappa del progetto Worklimate (sviluppato da INAIL-CNR) segnala un livello di rischio “ALTO” per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisiche intense. 

Puoi verificare la situazione della tua zona di lavoro in tempo reale inserendo il tuo comune nella pagina ufficiale di Worklimate

I settori coinvolti

Le ordinanze di Friuli-Venezia Giulia e Veneto si rivolgono specificamente a tre comparti cruciali, dove il rischio per la salute resta alto nonostante i normali piani di sicurezza aziendali:

  • agricolo e florovivaistico;
  • cantieri edili e stradali all’aperto;
  • lavori all’interno delle cave.

Restano comunque validi gli accordi aziendali interni, purché garantiscano tutele uguali o ancora più protettive per i dipendenti rispetto a quanto stabilito dai governatori regionali.

Chi può continuare a lavorare? Le eccezioni 

Per evitare di bloccare servizi essenziali per la comunità, i testi prevedono alcune deroghe. Il divieto dalle 12:30 alle 16:00 non si applica a: 

  • interventi urgenti di pubblica utilità;
  • operazioni di protezione civile;
  • attività di salvaguardia della pubblica incolumità (gestite da Pubbliche Amministrazioni, concessionari di servizi pubblici o dai loro appaltatori).

Attenzione, però: anche per queste categorie escluse, i datori di lavoro hanno l’obbligo tassativo di organizzare turni, pause e postazioni in modo da ridurre al minimo lo stress termico. 

Le raccomandazioni per i datori di lavoro

Oltre ai divieti orari nelle giornate a rischio alto, le Regioni raccomandano a tutte le aziende di adottare soluzioni organizzative flessibili per mitigare il rischio microclimatico durante tutto il periodo estivo. Ecco le buone pratiche da seguire: 

  1. rotazione del personale: alternare i lavoratori nei compiti più faticosi e sotto il sole diretto;
  2. riduzione dei tempi di esposizione: programmare le attività più pesanti nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio;
  3. sorveglianza sanitaria mirata: coinvolgere attivamente il Medico Competente aziendale per monitorare i soggetti più fragili o esposti;
  4. utilizzo di strumenti di valutazione: sfruttare gli applicativi web messi a disposizione dal Portale Agenti Fisici e dal sistema di previsione Worklimate per calcolare l’indice di stress termico reale.

Il mancato adeguamento alle norme sulla sicurezza e l’esposizione al calore espone le aziende a pesanti sanzioni, oltre che al rischio di infortuni sul lavoro legati a colpi di calore e disidratazione.

Emergenza caldo e sicurezza sul lavoro: cosa possiamo fare noi

La sicurezza sul lavoro è un diritto e una responsabilità collettiva. Cosa possiamo fare concretamente nel nostro quotidiano?

  • Se sei un datore di lavoro o un RSPP: non aspettare che arrivi un’ispezione o, peggio, un malore. È fondamentale mappare correttamente il rischio microclimatico e aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) per la stagione estiva.
  • Se sei un lavoratore, impara a riconoscere i segnali del tuo corpo (vertigini, sete intensa, stanchezza estrema), pretendi il rispetto delle pause all’ombra e l’accesso ad acqua fresca.

Se la tua azienda ha bisogno di un supporto tecnico e normativo per affrontare l’estate in totale sicurezza, i nostri tecnici specializzati sono pronti ad affiancarti nella valutazione dello stress termico ambientale e nell’adeguamento del DVR. Proteggere i lavoratori è il miglior investimento per il futuro dell’azienda.

Hai bisogno di adeguare il tuo DVR o di una consulenza sulla sicurezza sul lavoro per il rischio calore? Contattaci per saperne di più.