Regolamento Europeo AI Act

L’Intelligenza Artificiale è ormai entrata stabilmente nei flussi di lavoro quotidiani. C’è chi la usa per scrivere una mail più velocemente, chi per riassumere report e chi ha integrato veri e propri assistenti virtuali nei gestionali aziendali. Tuttavia, l’adozione di queste tecnologie richiede una guida chiara.

Con l’entrata in vigore del Regolamento Europeo sull’IA (AI Act), la formazione del personale (AI Literacy) è diventata un pilastro fondamentale per tutte le imprese che vogliono innovare in modo sicuro e conforme.

Sul web circolano molte informazioni confuse: c’è chi parla di “scadenze lontane” e chi propone “video-corsi standard uguali per tutti”. Facciamo chiarezza su cosa prevede davvero la normativa e su come trasformare questo adeguamento in un vantaggio competitivo per la tua attività.

Chi deve fare la formazione obbligatoria sull’Intelligenza Artificiale?

Una delle notizie false più diffuse è che le nuove regole europee si applichino solo alle grandi multinazionali o a chi sviluppa software complessi. Non è così.

L’AI Act non fa distinzioni di fatturato o di dipendenti: si applica a qualsiasi azienda che opera nell’Unione Europea

Se la tua impresa autorizza o mette a disposizione dei dipendenti strumenti di IA per lavorare, tecnicamente viene definita deployer (utilizzatore). Questo significa che l’azienda è responsabile del modo in cui tali strumenti vengono impiegati, rendendo necessaria una corretta alfabetizzazione del team

Facciamo chiarezza sulle scadenze: quando partono i controlli e le sanzioni?

Spesso si sente indicare il 3 agosto 2026 come la data di inizio di ogni novità. In realtà, la situazione è più sfumata:

  • L’obbligo di AI Literacy (alfabetizzazione digitale) è scattato già dal 2 febbraio 2025. Le linee guida europee richiedono che le aziende si muovano sin da subito per informare il personale.
  • Agosto 2026 segna invece la piena operatività delle autorità di vigilanza nazionali. Da quella data inizieranno le verifiche formali e l’applicazione delle sanzioni per chi non si è ancora adeguato.

Muoversi in anticipo non significa solo evitare sanzioni, ma soprattutto creare consapevolezza, migliorare l’uso e proteggere i dati aziendali 

Il Regolamento Europeo punisce:

  • le violazioni procedurali minori, come il dare informazioni sbagliate o incomplete alle autorità, con multe fino all’1,5% del fatturato (o 7,5 milioni €), 
  • le violazioni degli obblighi principali, inclusa la mancata formazione del personale (AI Literacy) con multe del 3% (o 15 milioni €).

Usare Google o ChatGPT in ufficio fa scattare l’obbligo?

Visto che Google ha integrato l’assistente Gemini ovunque, è nata la domanda: “Se un dipendente fa una ricerca su internet dobbiamo formarlo?”

E’ importante distinguere l’uso privato da quello professionale:

  • Uso comune: Se un dipendente usa un motore di ricerca tradizionale o fa una richiesta generica per scopi non aziendali, non scatta alcun requisito specifico.
  • Uso professionale: Se l’azienda, per esempio, adotta piani aziendali come Google Workspace con Gemini, fornisce account ChatGPT Team/Enterprise, o integra plugin di IA nel software di contabilità per analizzare dati sensibili, allora la formazione diventa essenziale.

Il principio cardine è la consapevolezza: l’azienda deve governare l’introduzione dell’IA nei propri flussi di lavoro, istruendo il personale su cosa si può e non si può fare.

Perché i corsi “standard” e-learning non sono efficaci? 

Acquistare un pacchetto di video-corsi registrati e identici per tutti i reparti non risponde ai requisiti di efficacia richiesti dal legislatore, né tantomeno alle reali necessità aziendali. La normativa specifica che la formazione deve essere proporzionata al ruolo, all’esperienza e al contesto lavorativo delle persone.

Facciamo un esempio: 

  • un impiegato che usa l’IA per analizzare dei dati o scrivere dei testi ha bisogno di una formazione sulla privacy e sicurezza dei dati inseriti.
  • un programmatore che usa l’IA per scrivere codice ha bisogno di una formazione tecnica e di sicurezza informatica diversa.

Un unico corso uguale per tutti non soddisfa i requisiti minimi della normativa. 

Semplifica la transizione con i nostri corsi base di alfabetizzazione IA

In sintesi, le aziende per essere davvero a norma hanno quindi bisogno di:

  1. policy aziendali chiare: linee guida semplici su quali strumenti utilizzare e come;
  2. formazione mirata: tarata sulle mansioni quotidiane del dipendente;
  3. tracciabilità:  documentazione che attesti l’effettivo percorso di crescita del team.

Noi di Nuovi Servizi aiutiamo le imprese a semplificare questo percorso. Abbiamo sviluppato corsi Base sull’AI Act ai quali è possibile aggiungere una formazione flessibile, strutturata e mirata sulle esigenze specifiche dell’azienda

I nostri corsi di alfabetizzazione base aiuteranno il tuo team a comprendere:

  • com’è nata e come funziona davvero l’IA;
  • come usarla in modo sicuro e al meglio, sviluppando prompt efficaci;
  • come riconoscere e prevenire i rischi legati alla privacy e al diritto d’autore; 
  • come applicare le policy aziendali per proteggere il patrimonio informativo dell’impresa. 

Non rischiare sanzioni: scopri le prossime date sulla pagina Corso AI Act o contattaci per richiedere la tua formazione personalizzata.